Frameworks

Una libreria di framework operativi per leggere un business e trasformare decisioni in sistema. Pochi asset, ad alta leva.

Ogni framework: domanda → quando usarlo → criteri → output minimo → prossima mossa.

Oppure sfoglia tutti i frameworks ↓

PLAN Vincenzo Tortora – Blue & Purple PLAN Vincenzo Tortora – Blue & Purple

Market Phase Playbook (ciclo di vita di prodotto & mercato)

Domanda: in che fase siamo e cosa facciamo adesso senza mescolare strategie? Output minimo: ipotesi di fase + 3 evidenze + obiettivo + playbook 5 leve + scadenza di rivalutazione.

Quando un team “fa marketing”, spesso mescola mosse di fasi diverse: spinge awareness da maturità in introduzione, o fa sconti da introduzione quando dovrebbe difendere margini. Il risultato è confusione e spreco.

Questo framework ti aiuta a diagnosticare in che fase sei (per quello specifico mercato/segmento) e a scegliere un set minimo di mosse coerenti sulle 5 leve (prodotto, prezzo, distribuzione, advertising, promozioni). Riferimento di orientamento: Mappa 3×9.

In 30 secondi: identifica la fase con 3–5 segnali verificabili → scegli l’obiettivo di fase → applica il playbook minimo sulle 5 leve → definisci cosa NON fare → metti una scadenza di rivalutazione.

Domanda

Dove siamo nel ciclo di vita (introduzione / crescita / maturità / declino) e cosa facciamo adesso, in modo coerente, senza mescolare strategie?

Quando usarlo

Quando devi decidere priorità di go-to-market e marketing mix, oppure quando i risultati oscillano perché stai cambiando “ricetta” ogni settimana.

Criteri / segnali

Prima regola: la fase è del mercato/segmento (e spesso del canale), non del prodotto “in assoluto”.

Usa 3–5 segnali (trend, non singolo mese):

  • Vendite: basse e intermittenti / in crescita rapida / in plateau / in calo.

  • Costi acquisizione: alti per cliente / medi e in miglioramento / bassi ma sotto pressione / bassi ma inefficaci (domanda che scende).

  • Profitti e margini: negativi / in crescita / in assottigliamento / in calo.

  • Domanda e conversazioni: “spiego cos’è” / “spiego perché noi” / “difendo differenze” / “mi rivolgo ai fedeli”.

  • Competizione: pochi player / tanti in entrata / consolidamento e stabilità / uscita e riduzione.

Controllo anti-errore (semplice):

  • Se stai spendendo per “differenza di marca” ma la domanda è ancora “che cos’è?”, probabilmente sei troppo avanti.

  • Se stai facendo promozioni pesanti ma la domanda tira già da sola, stai pagando vendite che avresti avuto.

KPI guida (3 per fase, una riga):

  • Introduzione: Trial rate / Conversione a primo acquisto · CAC/CPA · % awareness/ricerche brand.

  • Crescita: Tasso di crescita vendite (MoM/YoY) · Share nel segmento (o proxy) · Conversion rate per canale.

  • Maturità: Margine lordo (o contribution margin) · Retention/Repeat rate · Prezzo medio vs competitor (o discount rate).

  • Declino: Profitto per linea (contribution margin) · Cashflow netto della linea · Retention dei clienti fedeli (churn dei loyal).

Output minimo

  1. Ipotesi di fase (1 riga): “Siamo in ___ per il segmento ___”.

  2. Evidenze (3 bullet): i 3 segnali che lo supportano.

  3. Obiettivo di fase (1 frase): una sola priorità (trial / quota / margine / cassa).

  4. Playbook 5 leve (minimo): 1 scelta per leva + 1 cosa da NON fare.

  5. Scadenza di rivalutazione: data e metrica guida (non si improvvisa a ogni call).

Prossima mossa

Scegli una delle 3 opzioni (in ordine).

  • Se non sei sicuro della fase: fai una diagnosi rapida con i segnali sopra e scrivi l’ipotesi di fase con 3 evidenze.

  • Se la fase è chiara ma le mosse sono miste: applica il playbook minimo della fase per 14–30 giorni, senza eccezioni.

  • Se sei in transizione (growth→maturity, maturity→decline): scegli l’obiettivo “ponte” (quota→margine, margine→cassa) e imposta una scadenza di rivalutazione.

Playbook minimo per fase (5 leve)

Usa questo come filtro: non “fare tutto”, ma fare il minimo coerente.

Introduzione

  • Obiettivo: creare awareness e prova (trial).

  • Prodotto: versione base, chiara, senza varianti inutili.

  • Prezzo: logica semplice e sostenibile (non creativa).

  • Distribuzione: selettiva (pochi canali buoni).

  • Advertising: awareness su innovatori/early adopters.

  • Promozioni: forti per indurre trial.

  • NON fare: ossessionarti su “differenze di marca” prima che il mercato capisca cosa sta provando.

Crescita

  • Obiettivo: massimizzare quota.

  • Prodotto: estensioni utili + garanzie/servizio per ridurre frizione.

  • Prezzo: orientato a penetrare (meno attrito, più adozione).

  • Distribuzione: intensiva (scalare canali che funzionano).

  • Advertising: interesse e domanda su mercato più ampio.

  • Promozioni: ridotte (la domanda cresce, non serve “pagare” tutto).

  • NON fare: ottimizzare margini come se fossi in maturità.

Maturità

  • Obiettivo: massimizzare profitti e difendere quota.

  • Prodotto: diversificazione controllata (modelli/varianti con logica).

  • Prezzo: allineato alla competizione (difesa, non guerra).

  • Distribuzione: molto intensiva (copertura e presenza).

  • Advertising: enfasi su differenze e benefici.

  • Promozioni: usate per stimolare switching (in modo mirato).

  • NON fare: cambiare posizionamento ogni trimestre per inseguire novelty.

Declino

  • Obiettivo: ridurre spese e fare cassa (tenere i fedeli).

  • Prodotto: eliminare prodotti deboli.

  • Prezzo: possibile aumento selettivo (se il valore percepito regge).

  • Distribuzione: tagliare canali non profittevoli.

  • Advertising: ridotto al minimo per mantenere i loyal.

  • Promozioni: al minimo.

  • NON fare: investimenti di crescita come se fossi ancora in expansion.

Errori comuni

  • Confondere “fase del prodotto” con “fase del canale/segmento”: finisci per decidere male.

  • Mescolare obiettivi: chiedi quota e margine nello stesso mese, e ottieni né l’uno né l’altro.

  • Cambiare ricetta troppo spesso: senza scadenze di rivalutazione, non impari nulla.

Read More
PLAN Vincenzo Tortora – Blue & Purple PLAN Vincenzo Tortora – Blue & Purple

Il gate del “Minimo Dignitoso” (3×9 a 6–7)

Domanda: quanto “minimal” è abbastanza per partire senza debito? Output minimo: scorecard 3×9 (9 voti) + gap list + gate decision (si/no + data).

Qui il punto non è fare un MVP povero né inseguire la perfezione: è partire quando il sistema è in piedi e iterare senza pagare interessi di complessità.

Per orientarti (e per tenere allineati i pezzi), torna sempre alla Mappa 3×9.

In 30 secondi: Questo framework ti aiuta a evitare due errori opposti: stagnare nel perfezionismo e partire con un “MVP” troppo povero che crea debito e rework.

La regola è semplice: prima di pubblicare o partire, porta ogni elemento della Mappa 3×9 almeno a 6–7 (solido e coerente, non ottimizzato).

Domanda

Quanto “minimal” è abbastanza minimal per partire, senza pagare poi interessi di complessità?

Quando usarlo

Quando stai per lanciare un sito/offerta/sistema e senti o troppa lentezza (perfezionismo) o troppa fragilità (MVP).

Criteri / segnali

Valuta i 9 elementi della Mappa 3×9 con una scala semplice (0–9). Usa questi ancoraggi:

  • 0–2 — Assente / confuso: manca o è incoerente; non regge una decisione.

  • 3–5 — Bozza fragile: “si capisce”, ma crea attrito, domande e rework.

  • 6–7 — Solido e coerente: è usabile senza te in stanza; collega bene con il resto del sistema.

  • 8–9 — Ottimizzato: migliora efficienza/estetica, ma non è necessario per partire.

Regole di gate (non negoziabili):

  • Nessun elemento sotto 6. Se c’è un 5, non è “minimal”: è debito.

  • Se un elemento è 6, puoi partire solo se esiste già una prossima mossa con scadenza per portarlo a 7.

  • Non cercare 8–9 “a tavolino”: si guadagnano in uso, dopo il primo ciclo reale.

Output minimo

  1. Scorecard 3×9 (9 numeri): un voto “a caldo” per ciascun elemento.

  2. Gap list: quali elementi sono <7 e perché (1 riga per elemento).

  3. Gate decision: “Si parte / Non si parte” + data della rivalutazione.

Prossima mossa

Scegli una mossa (non tre) in base al collo di bottiglia.

  • Alza il più basso: porta l’elemento con score più basso da 5→6 (o 6→7) con la minor complessità possibile.

  • Stabilizza i collegamenti: quando i voti sono “ok” ma incoerenti tra loro, lavora sul collegamento (termini, promesse, flusso, ownership) invece che sul dettaglio.

  • Ship controllato: pubblica/attiva la versione 6–7 e imposta subito il primo ciclo (cosa misuri, dove guardi, quando decidi).

Errori comuni

  • Confondere “minimal” con “incompleto”: sotto 6 non è velocità, è rework differito.

  • Alzare un elemento a 9 mentre un altro resta a 4–5: stai costruendo asimmetria e attrito.

  • Partire senza la prossima mossa per portare i 6 a 7: il sistema resta “quasi buono” per sempre.

Read More