Frameworks
Una libreria di framework operativi per leggere un business e trasformare decisioni in sistema. Pochi asset, ad alta leva.
Ogni framework: domanda → quando usarlo → criteri → output minimo → prossima mossa.
Oppure sfoglia tutti i frameworks ↓
Market Phase Playbook (ciclo di vita di prodotto & mercato)
Domanda: in che fase siamo e cosa facciamo adesso senza mescolare strategie? Output minimo: ipotesi di fase + 3 evidenze + obiettivo + playbook 5 leve + scadenza di rivalutazione.
Quando un team “fa marketing”, spesso mescola mosse di fasi diverse: spinge awareness da maturità in introduzione, o fa sconti da introduzione quando dovrebbe difendere margini. Il risultato è confusione e spreco.
Questo framework ti aiuta a diagnosticare in che fase sei (per quello specifico mercato/segmento) e a scegliere un set minimo di mosse coerenti sulle 5 leve (prodotto, prezzo, distribuzione, advertising, promozioni). Riferimento di orientamento: Mappa 3×9.
In 30 secondi: identifica la fase con 3–5 segnali verificabili → scegli l’obiettivo di fase → applica il playbook minimo sulle 5 leve → definisci cosa NON fare → metti una scadenza di rivalutazione.
Domanda
Dove siamo nel ciclo di vita (introduzione / crescita / maturità / declino) e cosa facciamo adesso, in modo coerente, senza mescolare strategie?
Quando usarlo
Quando devi decidere priorità di go-to-market e marketing mix, oppure quando i risultati oscillano perché stai cambiando “ricetta” ogni settimana.
Criteri / segnali
Prima regola: la fase è del mercato/segmento (e spesso del canale), non del prodotto “in assoluto”.
Usa 3–5 segnali (trend, non singolo mese):
Vendite: basse e intermittenti / in crescita rapida / in plateau / in calo.
Costi acquisizione: alti per cliente / medi e in miglioramento / bassi ma sotto pressione / bassi ma inefficaci (domanda che scende).
Profitti e margini: negativi / in crescita / in assottigliamento / in calo.
Domanda e conversazioni: “spiego cos’è” / “spiego perché noi” / “difendo differenze” / “mi rivolgo ai fedeli”.
Competizione: pochi player / tanti in entrata / consolidamento e stabilità / uscita e riduzione.
Controllo anti-errore (semplice):
Se stai spendendo per “differenza di marca” ma la domanda è ancora “che cos’è?”, probabilmente sei troppo avanti.
Se stai facendo promozioni pesanti ma la domanda tira già da sola, stai pagando vendite che avresti avuto.
KPI guida (3 per fase, una riga):
Introduzione: Trial rate / Conversione a primo acquisto · CAC/CPA · % awareness/ricerche brand.
Crescita: Tasso di crescita vendite (MoM/YoY) · Share nel segmento (o proxy) · Conversion rate per canale.
Maturità: Margine lordo (o contribution margin) · Retention/Repeat rate · Prezzo medio vs competitor (o discount rate).
Declino: Profitto per linea (contribution margin) · Cashflow netto della linea · Retention dei clienti fedeli (churn dei loyal).
Output minimo
Ipotesi di fase (1 riga): “Siamo in ___ per il segmento ___”.
Evidenze (3 bullet): i 3 segnali che lo supportano.
Obiettivo di fase (1 frase): una sola priorità (trial / quota / margine / cassa).
Playbook 5 leve (minimo): 1 scelta per leva + 1 cosa da NON fare.
Scadenza di rivalutazione: data e metrica guida (non si improvvisa a ogni call).
Prossima mossa
Scegli una delle 3 opzioni (in ordine).
Se non sei sicuro della fase: fai una diagnosi rapida con i segnali sopra e scrivi l’ipotesi di fase con 3 evidenze.
Se la fase è chiara ma le mosse sono miste: applica il playbook minimo della fase per 14–30 giorni, senza eccezioni.
Se sei in transizione (growth→maturity, maturity→decline): scegli l’obiettivo “ponte” (quota→margine, margine→cassa) e imposta una scadenza di rivalutazione.
Playbook minimo per fase (5 leve)
Usa questo come filtro: non “fare tutto”, ma fare il minimo coerente.
Introduzione
Obiettivo: creare awareness e prova (trial).
Prodotto: versione base, chiara, senza varianti inutili.
Prezzo: logica semplice e sostenibile (non creativa).
Distribuzione: selettiva (pochi canali buoni).
Advertising: awareness su innovatori/early adopters.
Promozioni: forti per indurre trial.
NON fare: ossessionarti su “differenze di marca” prima che il mercato capisca cosa sta provando.
Crescita
Obiettivo: massimizzare quota.
Prodotto: estensioni utili + garanzie/servizio per ridurre frizione.
Prezzo: orientato a penetrare (meno attrito, più adozione).
Distribuzione: intensiva (scalare canali che funzionano).
Advertising: interesse e domanda su mercato più ampio.
Promozioni: ridotte (la domanda cresce, non serve “pagare” tutto).
NON fare: ottimizzare margini come se fossi in maturità.
Maturità
Obiettivo: massimizzare profitti e difendere quota.
Prodotto: diversificazione controllata (modelli/varianti con logica).
Prezzo: allineato alla competizione (difesa, non guerra).
Distribuzione: molto intensiva (copertura e presenza).
Advertising: enfasi su differenze e benefici.
Promozioni: usate per stimolare switching (in modo mirato).
NON fare: cambiare posizionamento ogni trimestre per inseguire novelty.
Declino
Obiettivo: ridurre spese e fare cassa (tenere i fedeli).
Prodotto: eliminare prodotti deboli.
Prezzo: possibile aumento selettivo (se il valore percepito regge).
Distribuzione: tagliare canali non profittevoli.
Advertising: ridotto al minimo per mantenere i loyal.
Promozioni: al minimo.
NON fare: investimenti di crescita come se fossi ancora in expansion.
Errori comuni
Confondere “fase del prodotto” con “fase del canale/segmento”: finisci per decidere male.
Mescolare obiettivi: chiedi quota e margine nello stesso mese, e ottieni né l’uno né l’altro.
Cambiare ricetta troppo spesso: senza scadenze di rivalutazione, non impari nulla.
Il gate del “Minimo Dignitoso” (3×9 a 6–7)
Domanda: quanto “minimal” è abbastanza per partire senza debito? Output minimo: scorecard 3×9 (9 voti) + gap list + gate decision (si/no + data).
Qui il punto non è fare un MVP povero né inseguire la perfezione: è partire quando il sistema è in piedi e iterare senza pagare interessi di complessità.
Per orientarti (e per tenere allineati i pezzi), torna sempre alla Mappa 3×9.
In 30 secondi: Questo framework ti aiuta a evitare due errori opposti: stagnare nel perfezionismo e partire con un “MVP” troppo povero che crea debito e rework.
La regola è semplice: prima di pubblicare o partire, porta ogni elemento della Mappa 3×9 almeno a 6–7 (solido e coerente, non ottimizzato).
Domanda
Quanto “minimal” è abbastanza minimal per partire, senza pagare poi interessi di complessità?
Quando usarlo
Quando stai per lanciare un sito/offerta/sistema e senti o troppa lentezza (perfezionismo) o troppa fragilità (MVP).
Criteri / segnali
Valuta i 9 elementi della Mappa 3×9 con una scala semplice (0–9). Usa questi ancoraggi:
0–2 — Assente / confuso: manca o è incoerente; non regge una decisione.
3–5 — Bozza fragile: “si capisce”, ma crea attrito, domande e rework.
6–7 — Solido e coerente: è usabile senza te in stanza; collega bene con il resto del sistema.
8–9 — Ottimizzato: migliora efficienza/estetica, ma non è necessario per partire.
Regole di gate (non negoziabili):
Nessun elemento sotto 6. Se c’è un 5, non è “minimal”: è debito.
Se un elemento è 6, puoi partire solo se esiste già una prossima mossa con scadenza per portarlo a 7.
Non cercare 8–9 “a tavolino”: si guadagnano in uso, dopo il primo ciclo reale.
Output minimo
Scorecard 3×9 (9 numeri): un voto “a caldo” per ciascun elemento.
Gap list: quali elementi sono <7 e perché (1 riga per elemento).
Gate decision: “Si parte / Non si parte” + data della rivalutazione.
Prossima mossa
Scegli una mossa (non tre) in base al collo di bottiglia.
Alza il più basso: porta l’elemento con score più basso da 5→6 (o 6→7) con la minor complessità possibile.
Stabilizza i collegamenti: quando i voti sono “ok” ma incoerenti tra loro, lavora sul collegamento (termini, promesse, flusso, ownership) invece che sul dettaglio.
Ship controllato: pubblica/attiva la versione 6–7 e imposta subito il primo ciclo (cosa misuri, dove guardi, quando decidi).
Errori comuni
Confondere “minimal” con “incompleto”: sotto 6 non è velocità, è rework differito.
Alzare un elemento a 9 mentre un altro resta a 4–5: stai costruendo asimmetria e attrito.
Partire senza la prossima mossa per portare i 6 a 7: il sistema resta “quasi buono” per sempre.